Vardón sì da descóre, ma ancia da rivà a ‘na conclusión. Par fà calcòssa, par nó lassà massa rebandonàth i nòstre bósch. Se torna fòra i vèci i ne cópa…


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mercoledì 21 marzo 2012

Un blog che 'l me plas


Remenànt su internet, ai ciatàt un blog che 'l me plas sul serio, ancia par via de la lenga ch'i dopèra, che l’é ‘l catalàn. No dóma par chèl, comùncue: nencia a falo apósta, là drento i descór de alberi, tant par cambià... El link l’é chisto: http://amicsarbres.blogspot.it/. E i é apéna in ùndese che i scrif, altre che mi, da missòl...
Darà a finìla ch’ i mandarài un coménto, in dialéto, come chèl che soi davór a scrive.
Chél che ‘l me incuriosìs tant al’é ‘l catalàn, che mi nó cognósse, ma che se lo capìss pulìdo. Vedarón chè ch’i me respondarà... Magàre i contarài calcòssa su le nostre ciàrpine, che le é pléne de magagne.

giovedì 1 marzo 2012

I BAMBINI DI SCUOLA NEL BOSCO

Ecco, finalmente abbiamo cominciato a fare qualcosa in bosco. E' arrivata l'ora di portare i bambini della scuola primaria nel bosco, per far capire loro che il bosco va tagliato e non abbandonato a sé stesso, come siamo abituati a fare da tanto tempo.
Sui colli di Santa Lucia è cominciata la fase pratica del progetto dynAlp, quello voluto dal Comune di Budoia. Oggi, questa mattina, i bambini hanno potuto vedere come si abbattono gli alberi con la motosega e come poi vengono sezionati per ottenere legna da ardere. Hanno anche visto come si esboscano i tronchi col verricello forestale, dalle aree più lontane e fino a strada. Speriamo che molti di loro, in futuro, ricordino con piacere la giornata di oggi.  Dopo questa lezione in bosco, i bambini di scuola avranno l'impegno di trovare un nome col quale identificare la legna locale che risulterà dal progetto dynAlp.

I CANAIS DE LE SCUOLE 'NTEL BOSCH

 Eco, finalmente avon tacàt a fa calcossa 'ntel bosch. L'é rivada l'ora da menà i canais de le scuole  elementari 'ntel bosch, par fai capì che 'l bosch al va tajàt e nò lassàt rebandonàt, come che son abituath a fa da tant témp.
'Nte le rive de Santa Luthìa l'è tacàda la fase pratica del progeto dynAlp, chel che l'à volut al Comun. Uncuoi, chista matina, i canais i à podùt véde come che se buta dho i alberi co' la motoséa e come che se li scurta par  fa legne.
I à ancia vedùt come che se strassìna fora i lèncs col vericèl, da lontàn e fin su la strada. Speron che la pi part de lor la se porte drio, un domàn, come un bel ricordo, la dhornàda de uncuoi. Dopo de chista lethiòn 'ntel bosch, i canais de le scuole i avarà l'impegno da ciatà fora un nome par clamà le legne de Budoia, chele che saltarà fora dal progeto dynAlp.

lunedì 20 febbraio 2012

BUDOIA, PROGETTO “ENERGIA DAL BOSCO”: AL VIA I LAVORI

L'incontro coi proprietari e i volontari


Torniamo a noi, dopo tanto tempo. Il blog deve andare avanti. E facciamo un aggiornamento su come sta procedendo in quel di Budoia (e dove, se no...). Il Comune di Budoia, nell’ambito del progetto dynAlp Climate denominato “Produzione locale di biomassa legnosa da energia: prime azioni per la creazione di una filiera locale della legna da ardere”, ha indetto, sabato 18 febbraio scorso,  un incontro tra i proprietari boschivi, il gruppo di operatori forestali volontari e la stessa amministrazione comunale.
 Definizione di alcuni dettagli tecnici 
Corso dei volontari a Paluzza
L’incontro, propedeutico all’inizio dei lavori di taglio veri e propri, si è tenuto direttamente nel bosco, nei pressi della chiesetta di S. Lucia, nell’omonima frazione budoiese. Lo scopo era quello di definire nei dettagli alcuni particolari del progetto, riguardanti il tipo di taglio (previo assegno eseguito dal Corpo forestale regionale), l’entità del taglio e le conseguenti spettanze dovute ai singoli proprietari.
Un istruttore che spiega la manutenzione
Uso del verricello forestale
Uso della motosega
Ricordiamo infatti che il progetto si basa sull’accorpamento di più proprietà boschive private, così da disporre di un’area piuttosto ampia ove condurre un tipo di taglio che tenda al rispetto dei dinamismi naturali in corso, caratterizzato cioè da un limitato prelievo di biomassa legnosa per unità di superficie e da una oculata scelta delle piante da abbattere.
L’obiettivo principale del progetto è quello di stimolare la ripresa della gestione delle proprietà boschive private, che in molti casi risultano scarsamente utilizzate anche in quei siti più facili da raggiungere.
Federico, Francesco e il  dott. Roberto Luise.
Momenti della martellata
Valutazione delle piante da abbattere
L’incontro di sabato scorso apre il via alla fase operativa del progetto, che si estenderà, almeno per quest'anno, su una superifcie di 1,5 ettari. Una parte della legna ricavata andrà ai proprietari dei terreni interessati, mentre un’altra parte verrà proposta in ambito locale con un proprio logo, ideato dagli alunni della scuola primaria. L’eventuale eccedenza di materiale verrà equamente suddivisa tra gli operatori forestali, come riconoscimento del lavoro svolto.

martedì 16 agosto 2011

META’ MORFOSI

Alle elementari (ora scuola primaria), la maestra ci teneva molto a spiegare e far capire il fenomeno della metamorfosi degli insetti. L’esempio più usato era quello del bruco che poi diventa farfalla. Cioè, l’insetto che in una sua prima fase di sviluppo - secondo il sentire comune – ha un aspetto che fa schifo, poi diventa attraente ed elegante.
La metamorfosi non è però immediata così come l’ho descritta: tra la fase di bruco e quella di farfalla c’è il passaggio più importante, che talvolta si protrae anche di molto nel tempo, durante il quale avvengono tutte le trasformazioni necessarie per dare una veste completamente nuova (quella di adulto) a un essere vivente prima considerato spregevole (la larva). Ho fatto questa premessa perché, nel mezzo del cammin di nostra vita (un po’ oltre, per la verità...), pur non essendo un insetto, anch’io mi ritrovo a compiere un complicato processo di metamorfosi. Per essere più preciso (almeno così credo), in questo momento io la voglio chiamare metà morfosi, volendo significare proprio la fase centrale della metamorfosi.
Per quanto mi riguarda, la trasformazione in atto è di questo tipo: dal lavoro di dipendente pubblico (stadio larvale durato oltre 24 anni) a impresa individuale artigiana (fase adulta ancora da raggiungere pienamente). Qui però mi fermo un attimo; per evitare equivoci devo chiarire una cosa: lungi da me, dopo ciò che ho appena scritto, il voler equiparare a delle larve tutti i dipendenti pubblici: per questo, basta e avanza qualche  "onorevole" ministro della Repubblica italiana, che per brevità non cito, ma che, proprio per brevità, ben conosciamo.
Tendenzialmente, sarei contrario a parlare di me stesso e delle mie cose personali, in questo blog; questa volta, però, spero solo per questa, sento la necessità di farlo, come sfogo e anche come buon auspicio per il prosieguo e la riuscita finale della metamorfosi.
Dopo oltre 16 anni di servizio nel Corpo forestale del Friuli Venezia Giulia e più di 8 al Servizio fitosanitario regionale, dalla metà di maggio di quest’anno sono a casa, previe dimissioni.
Follia? Non sta a me rispondere, l’autodiagnosi non è una cosa seria.
Quale sarà mai il traguardo che spero di raggiungere? E’ molto semplice: andare in bosco, tagliare le piante (con criterio, ben s’intende), portare il legno tondo a casa, lavorarlo e trasformarlo il legna da ardere o, al limite, in qualche altro semilavorato, per poi venderlo.
L’obiettivo di fondo è quello di passare gli ultimi anni della mia vita lavorativa in condizioni diverse da quelle precedenti, mettendo in conto di poterci anche rimettere economicamente qualcosa rispetto a prima. Sono infatti convinto che, entro certi limiti, non siano i 100 euro in più o in meno quelli che consentono di vivere complessivamente meglio, quanto piuttosto che cosa si fa e, soprattutto, come e in quali condizioni lo si fa.
E’ partendo da questa considerazione che ho deciso di compiere la brusca virata che mi ha portato all’attuale metamorfosi.
Alla luce di quanto detto, spero proprio che i miei problemi futuri da affrontare siano principalmente di questo tipo: come li posso portare a strada questi tronchi? ; dove la faccio cadere questa pianta? ... e via di questo passo.
Una cosa che di me rimarrà sicuramente immutata rispetto a prima sarà la seguente: fitonauta ero, fitonauta rimango e fitonauta continuerò a essere in futuro, fino alla morte.
Al prossimo post.
Mandi

martedì 5 luglio 2011

La montagna del domani

Post riflessivo, questo, dopo aver letto ed apprezzato l'intervento che Enrico Camanni ha tenuto in apertura del 47° Corso di Cultura in Ecologia, organizzato dal Dipartimento TESAF dell'Università di Padova. L'intervento, dal titolo "Città e montagna: l'unico turismo possibile", tratta della storica "contrapposizione" tra la cultura di montagna e quella di città, evidenziando quanto la seconda abbia (integrandola non sempre positivamente) condizionato la prima e giungendo a ipotizzare un futuro per la montagna basato su una cultura globale a basso impatto sociale e ambientale. Un invito, quindi, a leggere l'intervento di Camanni a tutti coloro che amano la montagna e si interrogano sul suo futuro.
In un momento storico come l'attuale, così caratterizzato dall'indefinizione e dallo smarrimento, come montanari non ci rimane altro che riflettere, auspicando di andare - politica permettendo, è il caso di dire - nella direzione che Camanni indica come possibile.

mercoledì 22 giugno 2011

Mushroom watching

Salve, sempre a proposito dei svariati servizi che il bosco può offrirci, intendo ora parlare di quello cosiddetto ricreativo. Più in particolare, io ho sempre trovato ritemprante, per lo spirito, la pratica di andare per funghi. Se poi la cosa avviene in un momento in cui i funghi (intendo i carpofori) sono presenti, il grado di soddisfazione è maggiore. Proprio ieri, dopo un periodo che mi angustiavo immaginando che  fossero spuntati dei funghi nei nostri boschi pedemontani, ho trovato il tempo per andare a verificare la realtà.  Ebbene, non mi sbagliavo più di tanto pensando che fossero presenti, dato che ho avuto la fortuna di trovarne un bel po'.   Andando a cercare funghi lo spirito di osservazione aumenta e ad esso poi si sommano tutte le informazioni sugli habitat delle diverse specie di funghi che nel tempo si sono accumulate con l'esperienza. Diventa come un mettersi alla prova: "vediamo se sotto quei carpini c'è qualcosa (pensando ai porcinelli)?" ; oppure: "chissà se attorno a quelle querce c'è il porcino?". Non sempre, ovviamente, ma ogni tanto capita di immaginare chiaramente la realtà, andando a trovare in un certo posto ciò che poco prima si presumeva essere presente. Credo che tutto questo dipenda dalla capacità di tenere conto di molti fattori che concorrono allo sviluppo delle svariate specie di funghi. L'andare a funghi, inoltre, permette di osservare il bosco e le piante che lo compongono, compresi certi fenomeni di degrado causati da agenti biotici e abiotici.

Venendo al dunque, ieri sono andato in Róvre Gròss, in  Prà de Plana e nella Mónt de Daviàn (chiedo scusa ai non locali...), andando così fuori dai confini comunali, sottraendo i funghi agli avianesi (scherzo...). D'altronde, confini amministrativi a parte, queste località erano un tempo molto frequentate dalle genti di Budoia, avendo lì molte proprietà.

domenica 5 giugno 2011

APRE LO SPORTELLO "ENERGIA DAL BOSCO"

La "Ciasa del Comun"
La Sede della Pro Loco di Budoia
Dopo un prolungato periodo di assenza, eccomi ancora qua con questo nuovo post. Da sabato 30 aprile u.s., giorno di prima apertura,  lo sportello "energia dal bosco" ha iniziato a operare a Budoia con cadenza quindicinale (il sabato mattina, dalle 10 alle 12). La sede è presso gli uffici della Pro Loco di Budoia  e gli addetti allo sportello sono due baldi giovani laureandi in materie agro-forestali  presso l'Università di Udine.

Nella terza foto, ecco qua i nostri eroi, durante un turno d'apertura dello sportello. Si tratta dei dardaghesi d.o.c. Francesco Del Maschio (a destra) e Federico Rigo.
I nòstre fantàth
Tra i vari compiti loro affidati, vi è quello di ricevere le adesioni dei proprietari privati che intendono far tagliare i propri boschi e di coloro che intendono proporsi come operatori forestali, per eseguire il taglio su tali proprietà. In proposito, va detto che nelle prime tre aperture finora affettuate si sono presentati un discreto numero sia di proprietari boschivi che di aspiranti boscaioli: speriamo che ciò non sia dovuto solo a un'euforia iniziale, ma che duri nel tempo e si consolidi.
Altri compiti ai quali sono chiamati i nòstre fantàth (i nostri ragazzi), sono quelli di rilevazione delle proprietà all'interno di determinati ambiti  forestali, sui quali intervenire prioritariamente con il taglio del bosco, e quindi del contatto con i proprietari al fine di una loro adesione al progetto.
Il lavoro che lo sportello svolgerà durante la prossima estate sarà funzionale all'avvio della successiva fase di taglio del bosco, che sarà ovviamente preceduta dalla formazione di una apposita squadra di boscaioli.  Nel prossimo autunno partiranno i corsi sulla sicurezza e sui corretti metodi di lavoro in bosco.