Vardón sì da descóre, ma ancia da rivà a ‘na conclusión. Par fà calcòssa, par nó lassà massa rebandonàth i nòstre bósch. Se torna fòra i vèci i ne cópa…

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venerdì 5 novembre 2010

MONTANA


Il titolo non è il nome di uno dei 50 stati degli USA. Voglio parlare della montana, non del Montana. Da noi, per montana intendesi la piena irruenta dei torrenti (montani, appunto) che si verifica saltuariamente in occasione di abbondanti piogge, come quelle dei giorni scorsi. A Piancavallo, diceva la radio, sono caduti più di 600 mm di pioggia in 48 ore,  a Polcenigo più di 630 mm nello stesso tempo, vale a dire nelle giornate di domenica 31 ottobre e lunedì 01 novembre.  A Budoia, che si trova tra Piancavallo e Polcenigo, non hanno detto quale sia stata l'intensità delle precipitazioni ma, a sensazione, era praticamente la stessa delle aree limitrofe. L'Artugna, la maggiore asta torrentizia che attraversa il territorio di Budoia, che in parte segna il confine con Aviano, nel primo pomeriggio di lunedì faceva impressione per la montana che vi scorreva. Le foto che ho inserito, scattate nei pressi della "Rosta" (il guado-briglia sopra Dardago, per andare in Ligont), mi sembrano eloquenti. Cosa c'entra questo post coi boschi e il legno a Budoia? I boschi hanno un notevole effetto sulla regimazione delle acque meteoriche, favorendone l'assorbimento profondo nel suolo, limitandone lo scorrimento in superficie e allungando quindi i cosiddetti tempi di corrivazione. Mi sembra quasi di scrivere i pensierini che si facevano alle scuole elementari (una volta, non so adesso).  Eppure è così, la presenza del bosco per regimare le acque e consolidare il terreno è importante. In proposito, riferisco una conferma, empirica, di tutto questo. 
Mi ricordo che da bambino (oltre 40 anni fa) andavo a vedere, di tanto in tanto, la montana nella Panerata, che è un tratto di un rio minore poco distante da casa.  Il rumore della montana, quella volta, lo si sentiva da casa. A quei tempi, a piedi non si riusciva ad attraversare la Panerata - tanto era alta l'acqua - per andare nel Ciampestrìn, la zona prativa al di là.  Col passare del tempo, meglio dire dei decenni, la montana nella Panerata è via via diminuita per dimensione, fino praticamente a sparire o quasi. Lunedì scorso nella Panerata non c'era alcuna montana, ma solo dell'acqua che scorreva tranquillamente. 
Cosa sarà accaduto, quindi, in quarant'anni?  E' successo che nel bacino che alimenta la Panerata è cresciuto quello che attualmente viene definito bosco di neo formazione - a carpino nero, orniello e roverella - mentre in passato la montagna lì era tutta senza alberi, c'era solo erba, cespugli spinosi e dei rari ginepri. Sono convinto che questo sia il migliore esempio che mi ritrovo sottomano per apprezzare l'effetto di regimazione idrica del bosco.

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