Vardón sì da descóre, ma ancia da rivà a ‘na conclusión. Par fà calcòssa, par nó lassà massa rebandonàth i nòstre bósch. Se torna fòra i vèci i ne cópa…

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venerdì 14 gennaio 2011

Che tempo che fa

Dopo mesi di piogge torrenziali, alluvioni, nevicate, bora e freddo intenso alternati a scirocco ed alta marea con i relativi problemi di esondazioni dei fiumi, qual è i tempo che ci aspetta in questo primo scorcio di 2011?
Nemmeno con la sfera di cristallo potremmo darci una risposta, ovviamente.
Accontentiamoci perciò di cominciare a vedere delle schiarite, come quelle apparse oggi, che, seppure alquanto timide, almeno ci spingono a sperare.
Quello che è certo è che finora, da ottobre in avanti, in bosco è stato impossibile lavorare. Anche nell'immediato futuro, certe zone saranno quasi impraticabili, se non con mezzi aerei o anfibi (esageriamo un po'...).
Meglio - dirà probabilmente qualcuno - così i boschi se ne stanno un po' tranquilli, senza l'impatto negativo che l'uomo determina con le sue attività!
Mi sa però che questo tipo di pensiero andrà via via attenuandosi col passar del tempo.
Credo che l'evolvere della situazione economica, che coinvolge tutti noi, sia destinata a portarci - giocoforza - a rivalutare-riscoprire  certe risorse naturali rimaste a lungo immotivatamente abbandonate, una su tutte il bosco.
Come società, è probabile quindi che passeremo da una visione quasi museale  dell'ambiente naturale - ciò che ha connotato gli ultimi decenni - ad una visione maggiormente utilitaristica, sulla spinta di necessità concrete.
Il rischio in tal caso potrà essere quello di farci prendere la mano dalle necessità contingenti, sorvolando o dimenticandoci  delle dinamiche naturali che sovraintendono all'evoluzione e alla perpetuazione del bosco.
La selvicoltura potrebbe in tal caso venirci in soccorso, avendo proprio questa funzione: favorire il razionale utilizzo della risorsa naturale bosco, cioè conciliare le esigenze  umane più immediate con quelle ambientali,  molto importanti,  di più ampia portata e dilazionate nel tempo.

2 commenti:

  1. Caro Mauro,
    i tuoi commenti sono sempre molto interessanti e stimolanti. Approfitto della tua cortesia e della tua proverbiale pazienza per segnalarti (sicuramente già lo saprai) che la FAo ha dichiarato il 2011 anno internazionale delle foreste. E' stato pubblicato un interessante report che può essere visualizzato su questo link:
    http://www.fao.org/docrep/013/i2000e/i2000e00.htm
    Spero che possa essere utile

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  2. Grazie Carmelo, hai fatto bene a ricordare che il 2011 è stato dichiarato dalla FAO come anno delle foreste, perché molto probabilmente me ne sarei dimenticato (pur avendolo saputo per tempo). Ho visto che tu hai inserito un apposito post nel tuo blog Arvalia, per cui, per concludere, direi che tutte queste attenzioni le foreste se le meritano veramente, trattandosi degli ecosistemi terrestri più complessi -e perciò preziosi- che ci ritroviamo su questa terra.

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