Vardón sì da descóre, ma ancia da rivà a ‘na conclusión. Par fà calcòssa, par nó lassà massa rebandonàth i nòstre bósch. Se torna fòra i vèci i ne cópa…

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sabato 21 agosto 2010

Umidità del legno - 1 : è congruo il prezzo della legna che comperiamo?

Ho pensato di scrivere questo post per far riflettere sull'importanza dell'umidità presente nel legno. Indipendentemente dalla specie legnosa, la legna da ardere di qualità, oltre a presentarsi bella sana, cioè senza segni visibili di degradazione biologica (funghi, insetti...), dovrebbe essere anche ben stagionata per garantire un contenuto in acqua uguale o inferiore al 20%. Tale infatti dev'essere il contenuto idrico per non incidere negativamente sulle caratteristiche di combustibilità della legna da ardere.
In attesa che anche da noi si diffonda una cultura commerciale più evoluta, simile a quella già presente in altri Paesi europei (Germania docet), che preveda la messa in vendita solo di legna  adeguatamente stagionata, con contenuto idrico pari o inferiore al 20%, cerchiamo di ragionare sul nostro presente.
Non sono infatti così lontani i ricordi di qualche commerciante furbo che vendeva (inutile dirlo, a peso) la legna il più umida possibile, cioè fresca  e appena spaccata. Ho sentito addirittura raccontare di qualcuno che prima di venderla la manteneva umida, bagnandola con dei getti a pioggia.
A parte gli aneddoti, quello che adesso ci interessa capire è innanzitutto quanto l'acquirente ci può perdere acquistando della legna non ben stagionata e quindi cosa può fare per evitare certe fregature.
Non disponendo di dati statistici che ci possano indicare qual'è la percentuale di umidità con la quale più frequentemente viene venduta la legna da ardere sul mercato locale,  nella tabella sottostante l'ho fissata arbitrariamente al 25%. A tale valore di umidità ho quindi abbinato un prezzo di vendita pari a 12,00 euro/quintale. 
Scorrendo la tabella verso l'alto e verso il basso, a partire dalla riga mediana di colore verde chiaro (25% umidità - 12 euro/quintale), possiamo vedere come dovrebbe variare il prezzo della legna al variare della sua umidità.
Per fare un esempio, la stessa legna che  vale 12 euro/quintale col 25% di umidità, se fosse ben stagionata, con umidità inferiore al 20%, potrebbe valere da 12,70  a oltre 13,00 euro/quintale. Viceversa, se invece del 25%  avesse il 30% o più di umidità, il prezzo si avvicinerebbe agli 11,00 euro/quintale.






Tornando alla realtà - In pratica, una prassi  molto diffusa vuole che la legna venga venduta a peso, senza che se ne conosca l'umidità, con il rischio di comperare un certo quantitativo d'acqua pagandolo come se fosse legno (ben difficilmente può accadere il contrario).
Un breve calcolo (sempre con riferimento alla tabella qui sopra): se comperassimo 20 quintali di legna pagandola 13,00 euro al quintale e poi misurandone l'umidità scoprissimo che è ben superiore al 25%, tireremmo l'amara conclusione di averla pagata almeno 1,00 euro/quintale in più del suo valore reale.
Oppure, vista in altro modo, potremmo dire che per ogni quintale di legna comperata, invece di avere 90 kg o più di legno secco, ne avremmo  85 o di meno, cioè almeno 5 kg in meno. Il che, moltiplicato per i 20 quintali sopra ipotizzati, farebbero 100 kg di legno in meno (e quindi di acqua in più).
In pratica, sarebbe come se avessimo comperato 19 quintali di legna e 1 quintale di acqua, pagandoli allo stesso prezzo di 13 euro/quintale.
Per dirla in soldoni, avremmo pagato ben 13,00 euro per comperare quell'ettolitro d'acqua di troppo.
L'esempio che ho fatto è sufficiente a spiegare che, anche se ciò avviene abbastanza correntemente, non ha senso comperare la legna a peso quando non se ne conosce il contenuto di umidità. 
Chiudo qui e rimando a un'altra volta il discorso sul come fare per evitare le fregature tipo quella dell'esempio qui sopra.

2 commenti:

  1. quindi un misuratore di umidita'puo'esser d aiuto?

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    1. Certo che sì, quello con i sensori a chiodo, che possono penetrare nel legno per una certa profondità (la misurazione in superficie che si farebbe con altri strumenti è poco indicativa). C'è però il problema che sono apparecchi relativamente costosi e dotarsene non è sensato per un utilizzo non professionale o poco continuativo.

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